Nebbia a Mont-Malo

Sul far della mezzanotte, quando il padrone chiudeva il locale, le deboli proteste di paonazzi bevitori segnavano il momento di tornare in albergo.
Eppure, all’uscita dal bistrot, il Commissario Maigret provava tutto, tranne la voglia di rinchiudersi nel sottotetto a mansarda che aveva dovuto affittare in quel villaggio di pescatori. La vista sulla costa frastagliata che poteva osservare all’alba nelle mattine più limpide lo sorprendeva sempre piacevolmente. La sera, invece, non sopportava quella sistemazione. Gli toglieva il respiro, lo opprimeva di un silenzio profondo come il cielo puntato di stelle che immaginava sopra di sè, sopra le nubi che ancor più glielo nascondevano.
Nulla di strano, perciò, che anche quella sera il passo cadenzato e senza fretta di Maigret risuonasse sull’acciottolato sconnesso e scivoloso del molo di ponente. Per lui era piacevole passeggiare una mezz’ora prima del ritorno in albergo, fumando un sigaro leggero, un davidoff 1000, unica fonte di calore e di luce in quella nebbia spessa e ovattata che puntualmente ogni notte scendeva ad avvolgere la costa di Mont-Malo.
Si sorprendeva a pensare alle abitudini dei paesani, in fondo così comuni, ovunque. Li immaginava affaccendati a prepararsi per la notte, a chiudere le porte, aggiungere una coperta o un ciocco nella stufa economica, a seconda del freddo o dell’avarizia di ciascuno. Cercar pantofole, preparare un the caldo, sorseggiare un armagnac leggendo l’ultimo articolo del Paris Soir…
Ma arrivato in cima al molo, dove la nebbia era più spessa, anche questi pensieri volavano via; niente più suono di passi, ma solo il frangersi dei flutti e il sibilo acuto della sirena che ad intervalli regolari avvertiva possibili ed improbabili naviganti del pericolo che correvano.. Sì forse correvano il pericolo di incontrare lo spirito distratto del Commissario che scivolava sulle creste spumeggianti sferzate dal Mistral alla ricerca impossibile del senso della vita….

(Il Porto delle Nebbie – G. SiMeNo)

Lascia un commento